di Giada Bianco
Intanto, nel bosco si udiva una simpatica canzoncina, tanto allegra che sembrava ignorare la bufera.
Neve, neve, neve tanta neve
dolce candida e lieve.
C’è molto bianco e molto freddo
e tra poco la strada di casa io prendo.
Canto, corro e ballo nella natura
con sciarpa, cappello e cintura.
Guardo intorno e vedo animali,
grandi, piccoli e speciali.
Ci divertiamo e cantiamo anche se è sera
tanto tra poco useremo la nostra sfera.
Con allegria e ironia,
portiamo con noi la nostra magia.
Cantavano tre piccoli adorabili e felici folletti, che indossavano graziosi vestiti. I folletti sembravano bambini! Avevano visi furbi, sorrisi dolci, guance rosse come le mele e ovviamente avevano le scarpe e le orecchie a punta.
Il primo era Fidy, con capelli neri e occhi verdi, indossava un completo verde pieno di luccicanti brillantini.
Il secondo era Matisse, il più basso e cicciottello, aveva capelli e occhi marroni, indossava un abito tutto rosso che lo faceva assomigliare a una grande fragola.
Il terzo folletto Arturo era il più alto e magro, con occhi chiari e capelli biondi, indossava un vestito dorato.
Davanti al loro cammino c’era una pallina rossa che fluttuava nell’aria, ricoperta di peli e con grandi occhi. L’insolita pallina o animale, brillava, tanto come un faro. Camminando, rimasero turbati quanto trovarono in mezzo al nulla la slitta, e impauriti si nascosero. Non potevano farsi vedere, però incuriositi guardarono la slitta con i due umani, a debita distanza, ovviamente.
<Dobbiamo aiutarli o moriranno!> disse Fidy
<Non possiamo lasciarli qui. Portiamoli a Natuqra, con noi!> propose Matisse
<
Siete pazzi per caso? Non possiamo farci vedere. Cosa direbbe la Fata
dell’Inverno?> mormorò Arturo.
<Lei vuole che aiutiamo chi ha bisogno> rispose Fidy.
Nali (la pallina rossa) volò da Cometa, seguita da Fidy e Matisse senza alcun timore.
<Venite qua!> li rimproverò Arturo.
<Tranquillo, stanno dormendo.> rispose Matisse guardandoli da vicino aggiunse <Il grande freddo li sta portando via.> Arturo timoroso raggiunse i suoi amici.
<Avete ragione. Beh forse per una volta possiamo fare uno strappo alle
regole.> salirono tutti sulla slitta guardandosi intorno come piccole vedette.
<Qui andrà bene.> Arturo tolse dalla tasca una sfera di cristallo con dentro una poltiglia blu con brillantini luccicanti viola. I tre folletti dissero in coro…
Presto sfera portaci via
tutti quanti con la tua magia.
Portaci via attraverso lo spazio e il tempo
questo è il nostro momento.
Portaci a Natuqra.
Dentro alla sfera iniziarono ad alzarsi i brillantini e un piccolo uragano comparve in mezzo alla poltiglia. La sfera si spaccò e vennero risucchiati in essa del piccolo uragano.
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